Opportunita

La sofferenza umana nelle società occidentali di oggi tende per lo più a nascere dalla sovrabbondanza di possibilità piuttosto che da un eccesso di divieti.

 

La fatica di essere se stessi
Alain Ehrenberg

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Il NonNatale

E’ risuccesso. Qualcuno gli ha chiesto se festeggia il Natale. Questa volta lui ha risposto di sì, ma io penso avrebbe dovuto rispondere di no. Perché ormai mi sono reso conto che non ho mai festeggiato il Natale veramente.

La chiesa cattolica, come gran parte delle religioni, si preoccupa di sè. Comprensibile, ma proprio per questo fatico a pensare che possa dettare regole per chi non è cattolico, e in fatti non lo fa.

Mi spiego meglio: La religione Cattolica descrive cosa dovrebbe fare un non cattolico nei confronti del Natale? Se fa l’albero di Natale è un problema? Se si ritrova a mangiare con parenti ?

La sintesi è sempre la stessa dai, il natale come lo si festeggia oggi (sia cattolici che non) non è una festa religiosa. Chiaramente per chi non è cattolico ma non viene da fuori è una ricorrenza, e come tale viene festeggiata. Per un nuovo arrivato che viene da paesi islamici o comunque non cattolici invece non rappresenta niente, o – purtroppo – viene percepita come una imposizione del paese ospitante in termini religioso/culturali; ebbene sì: in Italia, come ovunque, nei millenni tradizioni sui generis e religione si sono compenetrati in un processo a volte spontaneo a volte forzato ma che ormai è difficile e forse insensato ripercorrere a ritroso con il bisturi.

Poi arrivano gli intolleranti che con il loro manganello composto da pochi ma efficaci pensieri intestinali. Il Natale è della nostra tradizione, va imposto. I nuovi si adattino, ma soprattutto chi è già qui e ostacola il suo pensiero non si può permettere nessuna distrazione: deve mortificarsi e non scambiarsi i regali, né mangiare il panettone, non si può fare nemmeno l’albero immagino. Forse dovrei insistere al lavoro per non prendermi ferie.

Io dal lato mio mi permetto di scegliere cosa festeggiare, senza che questo mi costringa a rinunciare a sostenere le scelte degli altri.

Sogni

Spesso – qualche volta – se mi risveglio da un sogno particolarmente vivido, ne riesco a cogliere il significato profondo. Istintivamente non amo Freud e la psicanalisi, ma in queste occasioni mi rendo conto della rielaborazione simbolica che fa la nostra mente Delle emozioni e dei pensieri profondi.

Sogno spesso della scuola e i sogni ricorrenti sono legati agli esami da sostenere.

Questa mattina ho sognato di essere ancora al liceo e di essere indietro con lo studio e la preparazione di alcune materie. In particolare le assenze da scuola rimandano le interrogazioni e fanno accumulare argomenti da studiare e allontanare la possibilità della promozione.

Questa notte mi sono d’un tratto reso conto che quest non è altro che la trasposizione di ansie lavorative, con attività rimandate, problemi ignorati, e gli obiettivi annuali che si avvicinano. Semplice no? Chissà come mai riesco ad associare questi due elementi, così distinti nei sogni ma evidentemente così facilmente associabili, solo con risvegli anticipati?

Brina

La terra ha bisogno di protezione dall’ umanità che come qualsiasi essere vivente, ma con terribile efficacia, punta ad aumentare o mantenere il suo benessere senza freni.

Per questo motivo la battaglia è difficilissima, in mano ad una categoria particolare di persone che riesce a guardare oltre al proprio benessere.

Per oggi come tutti gli anni mi godo la brina, falsa speranza di un inverno freddo.

Vortice

Da anni ormai lottano in me Ambizione, Realismo, Delusione, Inadeguatezza. Ogni giorno. Ma ormai il risultato della lotta è un colore che si diffonde su tutto, il grigio.

Un collega dimissionario, con l’apparente (solo apparente) sincerità di chi può dire ciò che pensa,  mi ha detto che mi sto allineando. Verso il basso.

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Il grigio è sempre più scuro…

Puzzilon

Non credo che i figli debbano stare necessariamente tanto tempo con i genitori. Io non credo di avere molto da insegnare; nemmeno mi adagio sul rassicurante motto “non conta la quantità ma la qualità”. Però a volte si ha la preoccupazione che si potrebbe fare di più, che è pigrizia, insomma i sensi di colpa.

La mia bimba ha appena iniziato la scuola elementare e fantastica sulle lettere dell’alfabeto, nuove e potentissime amiche, intuendone solamente l’uso.

Una sera ho inventato la nuova lettera puzzilon, immediatamente dopo la ipsilon, tutta da ridere e da giocare.

Ma è un caso isolato.

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